Che cosa trasforma una piccola impresa in una grande storia di successo? Spesso, dietro le migliori PMI italiane c’è un imprenditore che sa guardare oltre gli ostacoli quotidiani, immaginando un futuro diverso per la propria azienda. È la visione coraggiosa di chi, partendo magari da una realtà locale, sogna in grande e coinvolge il proprio team in un percorso di crescita. Questa combinazione di visione imprenditoriale, formazione innovativa, in particolare nella digitalizzazione, sta già scrivendo nuove storie di successo e può ispirare molte altre PMI a fare lo stesso.

L’imprenditore come visionario e leader

Essere imprenditore di una PMI significa molto più che gestire fatturati od operazioni quotidiane. Significa essere il motore del cambiamento, un visionario capace di intravedere opportunità dove altri vedono solo difficoltà. In un mondo in rapida evoluzione, l’imprenditore lungimirante è colui che investe sulle persone e sull’innovazione, anticipando le tendenze e adattandosi prima dei concorrenti. Questo ruolo visionario non solo ispira i dipendenti a dare il meglio, ma crea anche una cultura aziendale aperta al nuovo, pronta a cogliere le sfide come occasioni di crescita. Un vero leader di PMI sa trasmettere passione e determinazione, trasformando un semplice luogo di lavoro in una fucina di idee dove ogni collaboratore si sente parte di un grande obiettivo comune. L’imprenditore-visionario, infatti, non si limita a dirigere: guida, motiva ed esalta il potenziale di chi lo circonda, mostrando con l’esempio che cosa significa innovare e progredire.

Ogni PMI, con una visione chiara e investimenti mirati in formazione e tecnologia, può compiere un salto di qualità. Non importano il settore o le dimensioni: l’innovazione premia gli audaci. Sono tante le testimonianze del fatto che formazione continua e spirito pionieristico trasformano davvero le piccole imprese, aprendo loro scenari impensabili fino a pochi anni fa.
In tutto ciò, AICIM si mette a disposizione con il suo innovativo metodo “BDS”, ovvero “Business Development System”: un percorso pratico, coinvolgente, per trasformare immediatamente la teoria in pratica, migliorando risultati e performance. Si tratta di strumenti innovativi, brevettati, che consentono di analizzare le competenze aziendali e individuare rapidamente le aree di miglioramento. Questo metodo si basa sul coinvolgimento attivo degli imprenditori, che vengono supportati da esperti nel percorso di apprendimento e nell’applicazione pratica delle competenze acquisite. Adattare la formazione delle PMI alla visione di AICIM non è una scelta facoltativa, ma una strategia fondamentale per garantire crescita e competitività. Per questo AICIM è aperta a tutti coloro (singoli, enti, associazioni…) che tengono al futuro delle aziende e del Paese ed organizza periodicamente momenti di istruzione e di condivisione denominati “Clinic”.

La formazione nella digitalizzazione: valore aggiunto per le PMI

Parlare di digitalizzazione non significa evocare teorie astratte o mode passeggere, ma fare riferimento a benefici tangibili che le PMI possono misurare sul campo. Implementare nuove tecnologie e processi digitali vuol dire rendere l’azienda più efficiente, produttiva e pronta a competere in un mercato globale. I numeri confermano questa realtà: nel 2023 circa un terzo delle PMI italiane ha incrementato gli investimenti nella trasformazione digitale, segno di una crescente consapevolezza dell’importanza di innovare (solo il 4% li ha diminuiti)​.

Chi ha imboccato la strada digitale registra spesso risultati concreti in termini di fatturato e crescita: ad esempio, le imprese che hanno aperto al canale online hanno visto aumentare in media il proprio fatturato del 9% e addirittura la marginalità del 64%, sfruttando nuove vendite e mercati esteri un tempo irraggiungibili​.
Digitalizzare significa anche prendere decisioni più informate grazie ai dati, migliorare l’esperienza del cliente (basti pensare all’e-commerce o al marketing mirato) e ottimizzare i processi interni riducendo sprechi e costi. Inoltre, un’azienda digitale attrae più facilmente giovani talenti, oggi sempre più propensi a lavorare in realtà innovative. Al contrario, ignorare la trasformazione digitale può condannare una PMI a rincorrere affannosamente i concorrenti e perdere quote di mercato. L’impatto positivo, invece, è sotto gli occhi di tutti: più efficienza, più mercato, più resilienza. Investire in tecnologie e competenze digitali oggi significa gettare le basi per il successo di domani, ed è per questo che l’imprenditore illuminato non considera il digitale un costo, ma un investimento strategico per la propria impresa.

E in questo percorso la digitalizzazione non è più soltanto una questione tecnologica, ma diventa l’anima stessa dell’innovazione aziendale. Imparare ad usare il digitale significa migliorare non solo l’efficienza, ma anche reinventare modelli di business capaci di offrire un valore aggiunto tangibile ai clienti e garantire alle imprese di distinguersi sul mercato. Significa anche migliorare il dialogo interno ed esterno, accelerare i processi decisionali e rendere l’azienda più flessibile e resiliente.

Finanziamento della formazione a portata di PMI

Un aspetto incoraggiante è che mai come oggi esistono opportunità di finanziamento pensate su misura per le PMI che vogliono innovare mediante la formazione. La formazione non deve gravare interamente sulle spalle dell’imprenditore: ci sono strumenti e incentivi, spesso poco conosciuti, che possono dare un sostegno concreto e immediato. Ad esempio, il Governo e le istituzioni hanno messo in campo fondi specifici come il Fondo Nuove Competenze, che rimborsa alle imprese il costo delle ore di lavoro dedicate alla formazione dei dipendenti (nell’ultima edizione dispone di 731 milioni di euro di risorse)​. ​Ciò significa che un’azienda può formare i propri lavoratori su nuove competenze senza perdere produttività e senza costi aggiuntivi insostenibili.
Un altro strumento prezioso è il Credito d’Imposta Formazione 4.0, grazie al quale le PMI possono recuperare una quota significativa (fino al 70% per le piccole imprese) delle spese sostenute per corsi di formazione legati a tecnologie avanzate​.
In pratica, lo Stato, attraverso il Piano Transizione 4.0, e oggi anche 5.0, paga buona parte della formazione innovativa che l’azienda decide di intraprendere, riconoscendo l’importanza strategica di aggiornare le competenze dei lavoratori.

Non solo: esistono i voucher per la digitalizzazione e gli Innovation Manager, iniziative che offrono contributi a fondo perduto o agevolazioni per assumere consulenti esperti che aiutino la PMI a digitalizzarsi​.
Inoltre, i Fondi Paritetici Interprofessionali – come Fonarcom, Fondimpresa, Fondirigenti e molti altri – finanziano piani formativi aziendali utilizzando le risorse derivanti dallo 0,30% dei contributi previdenziali versati: ogni impresa, infatti, spesso senza saperlo, accantona così, in modo obbligato, delle somme da riutilizzare per la formazione del proprio personale, e pertanto può fruire di un paniere di corsi di formazione gratuiti.

Tra l’altro, a latere, molte camere di commercio e Regioni pubblicano bandi dedicati all’innovazione digitale delle PMI, offrendo voucher e contributi per acquistare software, attrezzature 4.0 o servizi di e-commerce. L’Unione Europea, attraverso programmi come Horizon Europe o i fondi strutturali, sostiene progetti di trasformazione digitale e green, e il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) per l’Italia dedica ampie risorse proprio alla digitalizzazione delle imprese. Le opportunità di finanziamento, dunque, non mancano: dal piccolo bonus fiscale al grande progetto europeo, esistono canali accessibili ad imprese di ogni dimensione.

Allo stesso tempo, è fondamentale guardare ai finanziamenti con occhi nuovi. Crowdfunding, private equity, finanziamenti europei non devono più apparire come strumenti lontani e complessi, ma devono diventare leve di crescita accessibili e tangibili.
Ma, sebbene negli ultimi anni si sia registrata un’alta adesione a questi strumenti, restano ancora troppe PMI che non ne approfittano, spesso per scarsa informazione o per la difficoltà percepita nell’accesso​.
E proprio la formazione deve preparare gli imprenditori non solo a comprendere, ma a padroneggiare questi strumenti finanziari, aiutandoli a creare piani aziendali che attraggano investitori e garantiscano solidità e futuro all’azienda.
Per farlo, bisogna andare oltre: la formazione deve diventare un percorso di crescita umana e professionale, dove l’imprenditore e i suoi collaboratori imparano a sviluppare competenze strategiche, trasversali, e ad aprirsi al futuro con mentalità flessibile e pro-attiva.

Ma c’è di più. Fare impresa oggi vuol dire anche imparare a lavorare insieme, a superare la diffidenza e le distanze per creare sinergie, alleanze, reti strategiche. AICIM incoraggia questo approccio collaborativo perché la vera forza delle PMI sta proprio nella capacità di unire risorse e competenze, affrontando insieme sfide che singolarmente apparirebbero insormontabili. La formazione deve essere il motore di questo cambiamento culturale, per portare le imprese ad apprendere come condividere risorse, gestire collettivamente i rischi e conquistare una posizione forte sullo scenario internazionale.
È qui che entrano in gioco degli attori fondamentale del sistema economico: le associazioni di categoria e gli ordini professionali.

Un appello alle associazioni e agli ordini professionali

Associazioni di categoria e ordini professionali, il momento di agire è adesso. Questi organismi rappresentano la voce collettiva di migliaia di imprese e professionisti, e hanno il potere – e il dovere – di diventare catalizzatori del cambiamento. L’appello è forte e chiaro: fatevi promotori attivi della formazione innovativa e della digitalizzazione presso i vostri associati. Organizzate seminari, workshop, corsi esperienziali dove imprenditori e dipendenti possano toccare con mano le nuove tecnologie e apprendere le competenze del futuro. Mettete a disposizione sportelli informativi e consulenza dedicata, per guidare le PMI nel districarsi tra bandi e finanziamenti: troppo spesso piccole aziende rinunciano ai contributi disponibili per burocrazia o mancanza di tempo, ma, con il supporto giusto, quella che sembra una montagna invalicabile diventa una strada in discesa. Create reti di mentorship e partnership con università, centri di ricerca e grandi imprese, in modo da facilitare lo scambio di conoscenze e l’accesso a risorse altrimenti inarrivabili. Soprattutto, usate il vostro peso istituzionale per diffondere una cultura dell’innovazione: ogni assemblea, ogni newsletter, ogni evento pubblico è un’occasione per ribadire che investire in formazione non è facoltativo, ma necessario per la sopravvivenza e la crescita delle nostre PMI.

Immaginate quanta forza in più avrebbe il tessuto imprenditoriale se ogni piccola impresa fosse affiancata dalla propria associazione di riferimento in questo cammino evolutivo. Un’associazione attenta può segnalare bandi in scadenza, aiutare a trovare partner per progetti innovativi, fare pressione perché le politiche pubbliche tengano davvero conto delle esigenze delle PMI. Può, in altre parole, trasformarsi da semplice intermediario burocratico a motore di sviluppo per l’intero settore. Lo stesso vale per gli ordini professionali: ingegneri, commercialisti, consulenti del lavoro – tutti possono contribuire formando i propri iscritti sulle ultime novità digitali e incoraggiandoli a portare innovazione nelle imprese clienti. È un gioco di squadra in cui vincono tutti: le PMI crescono e si rafforzano, l’economia locale ne beneficia, e anche le associazioni e gli ordini consolidano il loro ruolo sociale diventando driver di progresso.

Le PMI italiane sono pronte a questo salto evolutivo? La risposta è in mano alle associazioni di categoria e agli ordini professionali. Per anni hanno accompagnato le imprese, oggi devono essere capaci di fare un passo oltre: portare la formazione da un piano tecnico e teorico a uno strategico, pratico e orientato al futuro.

È il momento, insomma, per le associazioni di categoria e gli ordini professionali, di trasformare radicalmente il modo di fare formazione, adottando approcci innovativi e integrati, proprio come quello proposto da AICIM. Non basta più saper fare bene ciò che si è sempre fatto; oggi occorre avere una visione globale del business, essere in grado di prevedere le evoluzioni del mercato, di anticipare i cambiamenti economici e sociali.

Per tale motivo AICIM ritiene di grande importanza, anche, esplorare compiutamente le esperienze delle associazioni e degli ordini e conoscere sempre meglio, attraverso la loro voce, le criticità delle imprese nell’affrontare le sfide formative proprie dell’attuale momento storico di passaggio tecnologico e socioeconomico: in futuro, dopo questa panoramica iniziale, saranno dedicati al tema delle sinergie per una formazione aziendale up-to-date, quindi, ulteriori articoli di approfondimento.

Dalla visione all’azione

La strada per il successo delle PMI, in sostanza, passa attraverso visioni coraggiose e formazione continua e volta all’innovazione. L’imprenditore come leader visionario accende la scintilla, ma perché questa diventi un fuoco di successo duraturo serve il contributo di tutta la squadra: dipendenti formati e motivati, imprese aperte al digitale e un ecosistema che supporti attivamente chi vuole migliorare. Le opportunità ci sono – lo dimostrano le storie di PMI che ce l’hanno fatta e i numerosi incentivi a disposizione – e sono alla portata di chiunque abbia la determinazione di coglierle. Ora è il momento di agire: agli imprenditori si chiede di fare il primo passo, di credere nella propria visione investendo in competenze e tecnologia; alle associazioni e istituzioni si chiede di spianare la strada, facendo da guida e sostegno in questo viaggio. AICIM è disponibile a fungere da ponte verso il traguardo. Insieme, possiamo trasformare le piccole e medie imprese nel motore instancabile dell’innovazione italiana, creando prosperità, posti di lavoro qualificati e un futuro in cui la nostra tradizione imprenditoriale si fonda con la modernità digitale. Ogni PMI può scrivere la prossima storia di successo: la penna è nelle vostre mani, è ora di usarla. AICIM è pronta. E voi?

 

Isabella Spanò
AICIM – Team Organizzazione e Strumenti